PASSITO IL SASSO DI RICCARDO DI TERRE DEL PRINCIPE + FORMAGGIO CONCIATO ROMANO

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Dalle vigne del casa vecchia nasce il passito Il Sasso di Riccardo, un passito che si abbina piacevolmente con il formaggio di pecora il Conciato Romano anch'esso prodotto nella zona di Castel di Sasso.

Confezione: bottiglia in vetro da 75 cl, anfora di creta contenente 2 caciotte di 200gr c.a. ed il liquido di stagionatura (olio di oliva, aceto di vino Casavecchia, piperna e peperoncino).

65,00 € tasse incl.

IL PASSITO IL SASSO DI RICCARDO

Azienda produttrice: Terre Del Principe

Analisi organolettica: il vino è di un bel colore viola, con delicatissimi odori che spaziano da note fruttate a sentori di ciliegia e amarena. Al gusto è caratterizzato da una buona freschezza sostenuta da una morbidezza non stucchevole che si esalta con i formaggi stagionati come il Conciato romano.

Uva: Casavecchia.

Terreno: argilloso, ricco di scheletro.

Ubicazione dei vigneti: Castel di Sasso.

Sistema di allevamento: spalliera casertana con una densità di 3500 ceppi ad ettaro.

Vendemmia: manuale, tra la prima e la seconda decade di ottobre.

Tecnica di vinificazione: appassimento sui graticci, torchiatura e fermentazione in acciaio.

IL FORMAGGIO CONCIATO ROMANO

Formaggio caprino prodotto ancora secondo le antiche tradizioni Romane. E' un formaggio di forte riduzione olfattiva, sensazioni alcoliche e di frutta matura al naso e grande personalità degustativa, che può arrivare anche a una piccantezza molto pronunciata.

Ingredienti: latte ovino 80%, latte bovino 20%, caglio, aromi e aceto di vino

ll Conciato Romano, dopo anni di abbandono, sta conoscendo oggi un rinnovato interesse, tanto da essere diventato presidio Slow Food unico della provincia di Caserta  ed essere stato incluso nell’elenco regionale dei prodotti tradizionali della Campania.

La zona d’origine e produzione è il comune di Castel di Sasso, nella parte settentrionale della provincia di Caserta, e le zone limitrofe (comuni del Monte Maggiore), dove - grazie soprattutto agli sforzi e alla lungimiranza dei casari della famiglia Lombardi - è stata ripresa l’antica tecnica, già conosciuta ai Romani e citata anche dal poeta Marziale, che consiste nel rompere a mano la cagliata e poi modellarla e salarla a secco e successivamente sottoporre il formaggio così ottenuto alla concia, al trattamento superficiale e alla stagionatura in orci di terracotta.

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