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L'arte del caffè napoletano

Il caffè napoletano è il risultato della creatività dei napoletani, aggiunto alla loro costante ricerca per il buon vivere; inoltre, questa bevanda è considerata una parte fondamentale della loro vita quotidiana.

Durante il periodo del colonialismo italiano, un caffè di altissima qualità fu importato a Napoli dall'Etiopia e da altre colonie. Successivamente, durante la seconda guerra mondiale, il caffè fu requisito dall'esercito in Italia, ma continuò a circolare a Napoli sotto forma di un prodotto di contrabbando, proveniente dalle scorte invendute del porto. Mentre la guerra continuava, chicchi di caffè sempre più vecchi, forniti nel 1939, furono sapientemente miscelati, preparati e venduti dalle vecchie donne nel mercato nero, dove il caffè veniva preparato con la tipica caffettiera napoletana. Nel 1945, la guerra finì e il commercio del caffè si riavviò, ma a quel punto Trieste era diventato il porto dove arrivava il caffè fresco. Così, i napoletani, partendo con i loro camion, cominciarono a trasportare il caffè dal Nord Est d'Italia in Campania. Purtroppo, questo caffè aveva a volte un odore fenolico e anche se si cercava di venderlo in altre regioni, rimaneva invenduto a Napoli. Tuttavia, in quel preciso momento cominciò a diffondersi l'abitudine di aggiungere nel caffè alcune gocce di anice: in questo modo il sapore balsamico copriva tutti i difetti.

Oggi, il caffè napoletano è ritenuto il migliore caffè campanano ed è apprezzato in tutto il mondo, grazie al suo gusto particolare che deriva dal tipo di macinatura. Il caffè macinato napoletano è il migliore che venga prodotto in Italia. Per ottenerne uno di alta qualità, occorre ricorrere alla caffettiera napoletana (o in napoletano "cuccumella") e non alla moka. La caffettiera napoletana è stata inventata a Napoli nel 1800; da allora delizia i palati degli amanti del caffè. Questo tipo di caffettiera è formato da cinque elementi: il serbatoio dell'acqua e il serbatoio del caffè, montati l'uno sull'altro; il contenitore del caffè, che viene inserito nel serbatoio; il filtro per il caffè e il coperchio. Per preparare un buon caffè napoletano, occorre seguire cinque semplici passaggi, che saranno riportati brevemente qui di seguito.

Innanzitutto, bisogna scegliere una miscela media di caffè macinato, che si può trovare facilmente presso una torrefazione. Successivamente, si inserisce la polvere nel serbatoio, calcolando un cucchiaio per ogni tazzina e compattando il caffè con una forchetta e creando dei fori.

L'acqua deve essere naturale e deve essere inserita nella parte inferiore dello strumento; il suo livello non deve mai superare il forellino di sicurezza della caffettiera, se si vuole ottenere una bevanda dalla giusta consistenza e cremosità.

Dopo aver inserito questi magici ingredienti, si avvitano le varie parti della caffettiera e si mette l'utensile sul fuoco con il becco rivolto verso il basso. La fiamma del gas non deve essere mai troppo alta: il calore eccessivo, infatti, fa diventare alcune componenti colloidali importanti troppo aromatiche ed amare, disperdendo il profumo nell'aria e facendo seccare la miscela.

Una volta raggiunta l'ebollizione, alcune goccioline d'acqua fuoriusciranno dal foro laterale della caffettiera: è in questo momento che bisognerà spegnere il gas e girare la caffettiera con un gesto energico, afferrando entrambi i manici. Fatta questa rotazione, bisognerà coprire il beccuccio con un cono di carta (chiamato in napoletano "cuppetiello").

Così facendo, l'acqua attraverserà il caffè e porterà con sé il suo aroma e il suo gusto. A questo punto, il caffè sarà quasi pronto; bisognerà aspettare ancora qualche minuto prima di versare il caffè nelle tazzine. Quest'attesa permetterà alla bevanda di depositarsi tutta nella parte inferiore della caffettiera e di impregnarsi di tutto l'aroma e del gusto.