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• Caffé

Tostare a legna il caffè è una tradizione che a Napoli non è mai tramontata. La riscoperta e la rivalutazione delle lavorazioni tradizionali sono fenomeni in costante ascesa nei paesi occidentali, e rispondono all’esigenza di ritornare a sapori genuini e a uno stile di vita più naturale.

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La storia del caffè italiano

La pianta del caffè è originaria dell'Etiopia e si tramanda che sia stata trovata da un pastore che rimase colpito dallo strano comportamento delle sue capre, dopo che masticarono le bacche di caffè.

Le informazioni sugli effetti energizzanti di tali bacche cominciò a diffondersi e ben presto raggiunse la penisola arabica. Dal porto di Mocha iniziò il viaggio del caffè, che venne portato prima in Persia, Egitto, Siria e Turchia e poi nel resto del mondo. Gli arabi sono stati i primi ad occuparsi sia della sua coltivazione che del suo commercio. In breve tempo, il caffè divenne una bevanda fondamentale per la popolazione araba, in quanto era un sostituto delle bevande alcoliche. La coltivazione del caffè fu gelosamente protetta dagli arabi, che imposero un rigorosa politica di commercio che impediva di esportare i chicchi di caffè.

Nel 1616, Pieter van der Broecke, un mercante olandese, riuscì a prendere alcuni dei cespugli custoditi nello Yemen e a portarli ad Amsterdam, dove furono coltivati nelle serre. Da queste piante, i commercianti olandesi ottennero i chicchi da esportare nelle loro colonie, diventando i principali produttori di caffè in Europa.

Anche se gli olandesi sono stati i primi ad importare la pianta del caffè in Europa, i commercianti veneziani sono stati i primi ad aver importato i chicchi di caffè nel 1615. Commercianti, viaggiatori e avventurieri, seguendo gli itinerari in barca, avviarono la diffusione del caffè in Europa; inoltre, anche gli scienziati, i medici e gli illustratori contribuirono allo stesso scopo.

Venezia è stata la prima città italiana ed europea ad aver gustato l'aroma del caffè. Da Venezia, il caffè raggiunse tutte le città europee. In Italia, il caffè divenne ben presto un prodotto prezioso e stimato. Rappresentava un regalo speciale per amici o fidanzati; i pretendenti erano soliti inviare alle loro amanti vassoi pieni di caffè e cioccolato. Ancora oggi, la combinazione caffè-zucchero è molto apprezzata tra parenti e amici. Tuttavia, la produzione di caffè in Italia ha incontrato delle difficoltà, proprio come nel mondo arabo: alcuni sacerdoti ne chiesero il divieto a papa Clemente VIII, credendo che fosse una bevanda del male. Tuttavia, dopo averla provata, il papa la nominò "bevanda cristiana", poiché gli piacque molto.

Essere i primi, non significa necessariamente che si è i migliori. Infatti, i napoletani affermano che anche se non hanno inventato la bevanda di caffè, sono i migliori a prepararla. Un altro esempio è la pasta: è stata importato dal mondo arabo, ma ha raggiunto la perfezione a Napoli. I napoletani sono convinti che la creatività non consiste solo nell'inventare, ma anche nel modificare e nel rielaborare qualcosa che già esiste, raggiungendo la perfezione, proprio come hanno fatto con il caffè. L'elenco degli artisti che erano soliti frequentare le diverse caffetterie di Napoli aumenta l'orgoglio dei napoletani ancora di più; Goethe, Tolstoj, Byron, Nietzsche sono solo alcuni nomi dei personaggi che hanno amato il caffè napoletano. All'inizio del XIX secolo, apparve una nuova figura a Napoli: il "caffettiere ambulante", un fornitore ambulante di caffè che divenne parte integrante della routine quotidiana dei napoletani, svegliandoli con la sua voce forte per vendere caffè e latte, ricordando alla gente di celebrare il Santo del giorno. Napoli è anche la città del "caffè sospeso", un atto di benevolenza eseguito da un consumatore gentile che ha preso un caffè, ma che ha pagato per due, facendo un regalo alla prima persona meno fortunata che casualmente entra nel bar. Il barista, dicendo "volete un caffè, signore?", spiega al cliente che c'è già un caffè pagato, se non può permettersene uno. In questo caso, il benefattore rimane anonimo.

Ancora oggi, nella mente della italiani, Napoli resta la città che offre uno dei migliori caffè della Campania e del paese; la sua antica tradizione e l'amore dei napoletani per il caffè hanno mantenuto la sua reputazione nel corso degli anni. Le macchine per la tostatura del caffè di piccole e medie dimensioni svolgono un ruolo importante. È possibile trovarne molte che riescono nella difficile impresa di soddisfare la richiesta dei consumatori sofisticati napoletani.