SFOGLIATELLA FROLLA NAPOLETANA

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La Sfogliatella è un dolce tipico della pasticceria campana e si presenta in due varianti principali: può essere riccia, se preparata con pasta sfoglia, oppure frolla, se preparata con la pasta frolla.

Ingredienti: farina, ricotta, zucchero, canditi misti, uova e burro

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Dettagli

La storia della sfogliatella.


La sfogliatella ha una storia antica che risale al 1700. A quei tempi all'interno dei conventi si sviluppava l'arte della pasticceria. Nelle grandi e lustre cucine dei monasteri c'erano delle monache dale mani fatate che riuscivano a render delizioso qualsiasi piattoi e che spesso si dedicavano alla creazione di dolci e leccornie mai assaggiate prima.
La tradizione vuole che la sfogliatella sia nata proprio in uno di questi conventi,quello chiamato Santa Rosa che si trova vicino ad Amalfi in Conca dei Marini, affacciato sul mare.
Con pazienza e maestria,dopo numerosi tentativi nacque questo dolce delizioso e semplice che richiede grossa fatica per la sua preparazione.
Solo la pazienza ed il tempo libero delle donne rinchiuse nei conventi potevano consentir loro il lungo lavoro di stendere in striscie strettissime lunghe parecchi metri e di un millimetro circa di spessore la pasta di sola farina, acqua, sale e sugna per poi arrotolare due volte in rotoli strettissimi da tagliare a fette di un centimetro di spessore, ripiegare a sacchetta o ad imbuto e riempirli con un cucchiaio di delicato ripieno si semolino, cotto in acqua bollente, ricotta, uova, zucchero, canditi a pezzetti.
Questi fagottini di sfoglia venivano introdotti in forno molto caldo per una quindicina di minuti e le bionde e croccanti conchiglie dalla elegante forma rococò, spolverizzate di zucchero a velo, potevano essere gustate sia fredde che, preferibilmente, calde per la gioia dei visitatori del monastero.
Il dolce ebbe un successo straordinario così che si decise che il dolce si chiami come il monastero: Santa Rosa. Solo successivamente, nei primi del novecento, la Santa rosa fu modificata leggermente dal cavalier Pintauro e divenne la famosa "sfogliatella".

Curiosità.
Sapete che re Ferdinando quando assaggiò la sfogliatella per la prima volta capì di aver trovato la chiave d'accesso alle Corti di tutta Europa: quante di quelle teste coronate avrebbero resistito a quella "Macchiavellica" tentazione? Quante alleanze si sarebbero create grazie a quello splendido ricamo profumato? Le suore di Santa Rosa erano però di clausura e il re avrebbe dovuto portare con sé le sfogliatelle. Il re così dovette rinunciare al suo progetto perché sapeva che le vere sfogliatelle andavano mangiate croccanti!

Riccia o frolla?
La sfogliatella si presenta per essere gustata in due vesti differenti. La riccia è croccantissima ed è formata da una pasta sfoglia sovrapposta a strati fittissimi. La frolla è invece realizzata con una pasta frolla soffice e deliziosa. Ciò che ammalia è indubbiamente la dolcezza del tenero cuore della sfogliatella sia riccia che frolla che con sagace maestria vede amalgamati gli ingredienti simbolo di Napoli: gli agrumi della costiera, la ricotta locale e tutti gli aromi principali della cucina napoletana.

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